Tuesday, June 14, 2016

MALORDA: Tristan und Iselfie

Malorda
Dal disordine al caos


Terzo episodio - Tristan und Iselfie


 

 
Per far fronte alle insormontabili difficoltà relazionali di Romualdo, il Dottor Malorda ricorre ad una nuova strategia di marketing dell'immagine in grado di tramutarlo in pochi secondi nello scapolo più bramato del web.
Scritto, diretto, montato, interpretato e prodotto da
Alessandro Fantini
Musiche di Alessandro Fantini
Estratti musicali dall'Atto III del "Tristano e Isotta" di Richard Wagner.
Citazioni da "L'arte di amare" di Ovidio e il libretto del "Tristano e Isotta" di Richard Wagner.
Alessandro Fantini è il Dottor Famedio Malorda, il sulfureo esteta dagli oscuri legami di potere a metà tra Lord Brummel e un Ludovico II in acido, protagonista del nuovo web-serial in cui tutti i tentativi di scampare al disordine di un sistema senza regole e certezze sono destinati a scontrarsi con la salvifica quanto spietata legislazione del caos.

Tuesday, May 24, 2016

Il compagno di banco



Pomeriggio universitario d’inizio millennio. Sono seduto ad uno dei tavoli disposti lungo il corridoio del dipartimento di storia dell’arte. Senza accorgermene, da oltre mezz’ora sono sprofondato in una “vaudeville mentale” che si va imprimendo sul foglio A4 sul quale, la mente ancora rivolta alla lezione del mattino, avevo pensato di annotare alcune riflessioni sul movimento della Neue Sachlichkeit, e che invece sotto la mia penna biro si sta convertendo nella tavola di un fumetto psicotropo a base di paesaggi carsici e guizzanti anatomie leonardesche. Mentre sono assorto nell’esecuzione di uno dei miei chiaroscuri effetto “grafite di china”, un signore di mezz’età dall’aria distinta si ferma a osservarmi in silenzio all’altro capo del tavolo. Alzo la testa e ricambio lo sguardo con fare interrogativo. Lui abbassa di nuovo gli occhi intenti sul foglio e si siede. Nel corridoio lo scalpiccio e le voci ovattate di un gruppo di studenti che scende le scale si rifrange nell’aria. Come esortato dall’improvviso ritorno della realtà mediato dal rumore, l’uomo si protende verso di me e soggiunge “Sai, mi ricordi tanto un mio compagno di banco del liceo”. “Davvero?” “Sì, ho frequentato il liceo artistico a Pescara. Anche il mio compagno maneggiava la penna come te e a lezione faceva i ritratti dei professori ovunque gli capitasse.” “Curioso. Anch’io riempivo i banchi di disegni e i bidelli non sapevano se incazzarsi o fotografarli prima di passare lo strofinaccio. Come si chiamava il vostro compagno? Vive ancora a Pescara?” L’uomo sorride, si alza e getta un’altra occhiata pensierosa al mio foglio irrorato d’inchiostro, poi, quasi in un soffio, risponde: “Si chiamava Andrea Pazienza”.

 P.S. "Lu Pazzaion" era uno dei miei personaggi creati tra il '93 e il '94 sotto l'influsso dei fumetti pazienziani. Essere gretto e impulsivo senza fissa dimora, biascicava un dialetto abruzzese fortemente onomatopeico commettendo atti involontariamente triviali dalle conseguenze catastrofiche.

Friday, May 20, 2016

"New York, a venture" su Indiehometv

A quasi due anni dal termine delle "avventurose" riprese in quel di Manhattan, da oggi è finalmente possibile visionare il mio film "New York, a venture" sottotitolato in Italiano accedendo al sito di Indiehome TV.
https://indiehometv.festhome.com/view_film/49935


Scoprirete così come il protagonista Adam Clairfield sia giunto a comprendere che “la cecità è una liberazione, una solitudine propizia alle invenzioni, una chiave e un’algebra".

"In un minuto di New York / tutto può cambiare / In un minuto di New York / le cose possono diventare piuttosto strane”.



«Il refrain tratto dalla canzone di Don Henley potrebbe essere il perfetto “logline”, ossia il sunto promozionale della trama di “New York, A Venture”, film girato a Manhattan la scorsa estate risalendo le correnti di quel Tempo Interiore che irrora le arterie ortogonali dell’isola insonne più famosa d’America. Un Tempo ondivago e frenetico che avevo cominciato a navigare nell’autunno del 2013 durante il mio primo soggiorno tra l’Hudson e l’East River, fendendo le strade affollate con la mia videoreflex brandita come un sestante col quale decifrare la costellazione emotiva che mi avrebbe indicato la rotta verso la faglia mentale dove la New York di superficie s’incunea nella sua controparte incorporea, sul cui fondo da decenni si ammassa l’humus della Storia e delle visioni che l’hanno alimentata. La New York dove l’architettura neogotica della Trinity Church di Saint Patrick e quella dei grattacieli come il Woolworth Building e il General Electric Building fondono lo slancio del sacro e dell’ambizione secolare nella vertigine dell’assalto al cielo, mentre la rinnovata linea ferroviaria della High Line serpeggia sopra le strade trapassando i palazzi fino al Lower West Side, a sfidare con le sue aiuole pensili l’aridità del cemento e del traffico sottostante, dove uomini in doppiopetto ballano scalzi e i predicatori in giubbotti frusti si fermano ai bordi dei marciapiedi inveendo contro le malefiche lusinghe del capitalismo.


È proprio tra le varie scoperte ed incontri collezionati nelle mie febbrili ricognizioni da Battery Park ad Harlem, dal Theater District a Midtown, confluiti in corso d’opera nel documentario “Bryant’s Ode” sotto forma di un anti-racconto per immagini, musica e versi, che qualche mese dopo avrei compreso come dietro la loro apparenza si annidasse il seme di una vera e propria storia che attendeva solo di trovare i suoi protagonisti per essere narrata sullo sfondo di quegli stessi scenari. Uno dei versi del poema, scritto per fare da contrappunto verbale alla prosa visiva del documentario, commentava infatti la Fontana della Pace realizzata dallo scultore Greg Wyatt per il Childrens Scultpure Garden, un piccolo parco dalle reminiscenze edeniche collocato sul lato sud di Saint John the Divine, la cattedrale gotica più grande del mondo, nel quartiere di Morningside Heights, raggiunto al tramonto dopo aver percorso a piedi tutta l’Ottava strada dal West Village fino a Central Park North.

Saturday, April 23, 2016

Nell'Alba dell'Estuario

 

AFan Alessandro Fantini


Non è Carnevale ad Alcandia, eppure da tempo nel cielo della città volteggiano strani coriandoli dei quali nessuno sembra conoscere l’origine o gli effetti sulla salute della popolazione, condannata ad un sorte tutt’altro che festosa. Ne è ignara Smirna, la giovane prostituta di Trebilo che ad Alcandia trascorre una vita votata al lusso e alla dissolutezza più estremi dopo essere diventata la favorita dell’illustre professor Avilo che la manipola per facilitare la sua scalata al potere nell’università Tamerlani. Ne è inconsapevole Bastiano, che dopo il divorzio e la perdita del lavoro lascia la città per vivere da eremita in una baracca sulle sponde del fiume Granso, nel quale pullulano cadaveri senza volto. Ne sono all’oscuro Gregorio e Teresa, due periti chimici che, nel tentativo di fermare le emissioni dell’industria di vernici Painteri, vedranno le loro strade separarsi e riunirsi all’insegna di un mistero dalle proporzioni sempre più sovrumane destinato a crescere dentro e oltre la città, rubando spazio a sentimenti e speranze, fino a consumare la nozione stessa di “umanità”. Al culmine di un impietoso crescendo di corruzione e mutazione di corpi e anime, solo un ultimo superstite troverà il modo di seguire la rotta che lo porterà a rivedere il mare nell’alba dell’estuario.
Dopo il corrosivo neorealismo magico di “Piercing d’autunno” la letteratura distopica s’incrocia con l’horror e la science fiction nel nuovo romanzo di Alessandro Fantini, per dare vita, con la storia di una città in balìa del famelico mito della “crescita”, ad una grottesca quanto verosimile allegoria della civiltà contemporanea lanciata a tutta velocità verso la propria apocalisse autocannibalista. Tra Cronenberg e Ballard, “Akira” e “Gli invasati””, saggio antropologico, romanzo di formazione e satira di costume, una delirante e irriverente rilettura dell’inizio del 21esimo secolo flagellato da guerre finanziarie, disastri ambientali e giochi di potere del neoimperialismo industriale.

Wednesday, March 9, 2016

AFANzine - Hieronymus Bosch


  

AFANzine 
L'Arte raccontata da AFAN
Hieronymus Bosch - Supplizi e delizie tra cielo e inferno

Tra video-magazine e documentario, progamma divulgativo e videoarte, in questa serie pensata e realizzata per il web, l'artista multimedianico AFAN Alessandro Fantini passa in rassegna nel suo atelier le correnti e gli artisti che hanno contribuito negli anni alla sua formazione estetica, influendo sulla maturazione del suo personale approccio multiforme alla creatività.
A cinquecento anni dalla sua morte in questa puntata AFAN ripercorre la vita e le opere del pittore olandese Hieronymus Bosch, oscuro cantore per immagini di tentazioni e delizie ultraterrene quanto di pene e abomini ultraterreni.

Ideato, scritto, diretto e montato da Alessandro Fantini.
Musiche e fotografia di Alessandro Fantini.
Prodotto da Alessandro Fantini.

Wednesday, February 10, 2016

MALORDA: La porta delle leonesse (ovvero Poesia e solecismi nel boudoir)

MALORDA: Dal disordine al caos

Secondo episodio: La porta delle leonesse
(ovvero Poesia e solecismi nel boudoir)


            


 Il dottor Malorda si adopera per persuadere un nuovo cliente della natura redditizia ed edificante di una particolare Associazione Culturale ispirata all'entrata monumentale della Rocca di Micene.

Scritto, diretto, montato, interpretato e prodotto da
Alessandro Fantini
Musiche di Alessandro Fantini
Estratti da poesie di Edgar Allan Poe e dalla "Divina Commedia" di Dante

Alessandro Fantini è il Dottor Famedio Malorda, il sulfureo esteta dagli oscuri legami di potere a metà tra Lord Brummel e un Ludovico II in acido, protagonista del nuovo web-serial in cui tutti i tentativi di scampare al disordine di un sistema senza regole e certezze sono destinati a scontrarsi con la salvifica quanto spietata legislazione del caos.

Sunday, February 7, 2016

Piercing d'autunno


 



Aliandra si è trasferita da due mesi nel piccolo paese di Gemiano insieme alla madre, ma non è ancora riuscita ad ambientarsi alla monotona quanto angosciante vita di provincia, nonostante aver stretto amicizia con le nuove compagne di classe sedicenni appassionate di tatuaggi, piercing, telefonini e social networks.
Claudio lavora nel negozio di ferramenta del padre senza nutrire alcuna ambizione per il suo futuro, e alterna le sue giornate da ventenne neodiplomato tra puntate al bar, scorribande con i coetanei modaioli e lunghi pomeriggi passati chattando su Facebook.
Alfonso è stato per un decennio uno stimato dottore commercialista fin quando il coinvolgimento in un traffico internazionale di auto rubate non ne ha oscurato la carriera, esacerbando la sua crescente fobia sociale e portando ad uno stadio patologico la sua incapacità ad avere rapporti con le donne.
Amanda ha da sempre sognato una carriera da modella e attrice di teatro ma, quando sua madre insisterà nell’affidarla alle cure di un’influente figura istituzionale che è solita trascorrere le sue vacanze estemporanee nella nativa Gemiano, sarà costretta a mentire a se stessa e a desiderare di soffocare i suoi sogni pur di scampare all’incubo che dovrebbe alimentarli.
Nel corso di una notte, la solitudine endemica che infesta le strade di Gemiano trascinerà ciascuno di loro verso un’inimmaginabile “reunion” tra le mura dell’antico palazzo Derebo, abbandonato da decenni all’incuria del tempo e all’indifferenza degli amministratori locali. In questo fosco scenario altri insospettabili personaggi convergeranno per insabbiare la verità che tornerà a guardare attraverso gli occhi di un’entità riaffiorata dalla macerazione dei corpi e dei sentimenti, messi all’incanto da una società vuota e putrescente come la cisterna interrata dell'antico palazzo.

Ammiccando alla narrativa gotica di Arthur Machen e al romanzo di critica sociale di Pasolini, in questo thriller esistenziale dal ritmo serrato e i toni allucinati di un Easton Ellis, Alessandro Fantini inanella una vertiginosa catena di eventi il cui germe, scaturito dalle viscere di un’anonima cittadina di confine incagliata tra la campagna e l’industria, è destinato a propagarsi come uno sciame biblico all’intera compagine umana.





Disponibile in paperback su Lulu:http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/piercing-dautunn/paperback/product-21634454.html
In formato ebook: http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/piercing-dautunno/ebook/product-21635772.html
e su Google Play: https://play.google.com/store/books/details/Alessandro_Fantini_Piercing_d_Autunno?id=FXQjBQAAQBAJ&hl=en