Saturday, February 1, 2020

Le Notti alla Masseria Verla





Il nuovo romanzo di Alessandro Fantini è disponibile da oggi in formato ebook e paperback su Lulu e Amazon.

http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/le-notti-alla-masseria-verla/ebook/product-24412350.html

http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/le-notti-alla-masseria-verla/paperback/product-24430235.html

https://www.amazon.it/Notti-alla-Masseria-Verla-ebook/dp/B084D8DJXX/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=le+notti+alla+masseria+verla&qid=1580560997&sr=8-1


"A qualcuno la vecchia masseria Verla potrebbe ancora offrire riparo per le lunghe notti della Merla".


Un mattino di fine gennaio nella cassetta della posta Piero Voldari trova una busta contenente una chiave di ferro e un messaggio sibillino, scritto nella calligrafia del fratello Livio. Poco dopo una notizia inaspettata lo convincerà a tornare in un luogo dell'infanzia che aveva pensato d'aver sepolto per sempre sotto i decenni di una vita trascorsa schivando sentimenti e ricordi. Una vita che lo sfuggente inquilino della Masseria Verla risveglierà grazie alle storie di altre esistenze forse più reali di una presunta realtà in cui Piero ha anestetizzato la propria. 

 
Coltivato nell'humus formale del "Decamerone" di Boccaccio, "Il Canto di Natale" di Dickens e "Il Manoscritto trovato a Saragozza" di Potocki, con "Le Notti alla Masseria Verla" Alessandro Fantini imbastisce stavolta un'anti-romanzo composto da cinque storie che s’intersecano e si ricombinano tra loro nella vertigine concentrica di dettagli e coincidenze, a volte banali e a volte fatidici quanto le vite di personaggi ridotti a pedine di un gioco di ruolo dalle regole inconoscibili. Ma anche un esperimento di letteratura potenziale nel quale, come in un librogame, al lettore verrà più volte chiesto se restare o abbandonare le stanze della masseria Verla dove, con i suoi racconti sospesi tra realtà sognate e subite, un incorporeo grillo del focolare continuerà a implorare il protagonista di fare argine al gelo della Merla. Perchè nelle tre notti più fredde dell’anno, la veglia di un uomo esiliato dall’esistenza potrà forse evitare che il calore umano resti solo un gelido meme postato online.
#romanzo #librogame #letteratura #narrativa #libro

Sunday, December 1, 2019

AFAN legge Balia Bufera


AFan legge BALIA BUFERA 

Estratto del Capitolo III 

 

Versione paperback: http://www.lulu.com/…/balia…/paperback/product-23941357.html 

Versione ebook: http://www.lulu.com/…/balia-buf…/ebook/product-23941388.html

 

 

Tuesday, November 19, 2019

MALORDA presenta il SELVA NERA III


    


 Anche il Dr. Malorda legge dell'ineluttabile avvento del Selva Nera Fantastic Film Festival nel proemio del suo poema preferito "cui posero mano cielo e terra" (con lo zampino dell'irsuto Renè).

Ritorna a Selvazzano Dentro il Selva Nera Fantastic Film Festival 2019, prima kermesse internazionale dedicato al cinema fantastico e di genere organizzato in Veneto: tutti i dettagli della prossima edizione che si svolgerà dal 22 al 24 novembre nella cittadina alle porte di Padova, presso l’Associazione Mica Male su https://www.selvanerafilmfestival.it

 

Friday, November 15, 2019

EmPathmos o dell'insaziabile smarrimento



EmPathmos: https://www.deezer.com/en/album/96227212

"Colui che cerca, finisce facilmente per perdersi: ogni solitudine è una colpa" così parla il gregge.
Ma la ricerca dell'autore del libro dell'EmPath a cui allude il mio ultimo album, è proprio quella che passa attraverso la condivisione di quante più solitudini possibili. In tal modo anche al gregge di cui parlava lo Zarathustra di Nietzsche è dato di riscattarsi nell'insaziabile smarrimento del reciproco sentire. Un sentire di cui Stefano Gambetta, visual artist e musicologo di Torino, ha voluto rendermi a sua volta partecipe dopo l'ascolto dell'album con la "sentita" recensione che ho il piacere di pubblicare in questo post.
Perchè se l'artista è sempre irrimediabilmente solo nell'atto creativo, è perchè segretamente sa che le sue opere più oneste accomuneranno tutti coloro che in un'intera esistenza non potrà mai conoscere o sentire.

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Interessantissimo lavoro di Alessandro Fantini, eclèttico artista forse meglio conosciuto come AFAN. Particolarmente complesso nella struttura e nella composizione, EmPathmos è un percorso in nove tappe nell’esplorazione di quello stato di paralisi vissuto quotidianamente da chi ancora conserva ancora la capacità di sentire, cercando un contatto personale sistematicamente rifiutato e rinnegato.

Il risultato, fin dal primo ascolto, è impressionante. Tra intricate — eppur sublimate — tessiture strumentali, che riportano alla memoria echi di Maestri indiscussi quali Vangelis e Jean-Michel Jarre, il nostro eroe — l’empath, per l’appunto — si ritrova costantemente in esilio — come Giovanni Evangelista e Teologo sull’isola di Pathmos — e condannato ad un perenne naufragio. Si parla di errare senza trovare approdo, ma forse è questa una chiave di lettura: la bellezza dell’arte non si basa su dogmi o su giudizi precostituiti, ma nella costante ricerca della verità, anche attraverso l’analisi della realtà circostante (Mimetikos).

Ricorrente è l’immagine del gelo, antartico, potente metafora deleteria dell’assenza — di calore, di vita — e della sconfitta (Icy Shipwrecks). Nel suo perenne incagliarsi tra insormontabili distese di ghiaccio, l’empath riesce a percepire e conservare un calore nascosto in profondità che lo porta a sentirsi e ad agire come un solitario rompighiaccio (Lone Icebreaker). Sconfitta o vittoria? La vera arte non consiste nel dire tutto, ma nel far pensare.

Stiamo però parlando di dualismo tra τέχνη (arte) e ἀποκάλυψις (rivelazione): «L’arte è sempre e senza tregua dominata da due cose. Essa riflette instancabilmente sulla morte e crea così, instancabilmente, la vita. La grande, la vera arte è quella che si chiama Apocalisse di San Giovanni e quella che vi aggiunge qualcosa.» (B. Pasternak).


Saturday, September 21, 2019

MALORDA 8 - Alea alea





MALORDA 8 - Alea alea 

 

Stavolta un vendicativo cliente dalle credenziali insospettabili cercherà di impedire al dottore di prendersi gioco di lui per poterlo affrontare ad armi pari. Ma scoprirà a sue spese che quello messo in "tavola" dallo Studio Malorda non è mai stato davvero soltanto un "gioco".

 

 Scritto, intepretato, diretto, montato e prodotto da AFAN Alessandro Fantini. 

Citazioni da Blaise Cendrars, Jean-Paul Sartre, Gabriele D'Annunzio e H.P. Lovecraft.

Monday, September 9, 2019

Di rabbia ridente e di risa rabbiose: Joker a Venezia

 E alla fine anche il tanto vituperato quanto remunerativo cinefumetto è riuscito a domare il grande felide della laguna. Armato della sua disperata sirena ridanciana, il Joker di Phoenix pietrifica e ammalia il pubblico di Venezia paludando le sue radici fumettistiche con gli stilemi di uno psichotriller scorsesiano. Motivo per il quale non andrebbe definito un cinecomic "strictu sensu", ma un "character study" che seduce la critica e convince la giuria a premiarlo in larga parte in virtù del virtuosismo attoriale col quale Phoenix (svincolandosi dai limiti del medium cinematografico) lo eleva a saggio umanistico. E questo nonostante l'ultimo Joker filologicamente attendibile e fedele al personaggio creato da Kane, Finger e Robinson resti quello di Ledger: privato della sua nemesi speculare (Batman) e calato in una cinica quotidianità alla "Taxi Driver" la vicenda umana del Joker appare infatti svuotata della carica istrionicamente irrazionale e nichilista che lo ha reso il più enigmatico e complesso tra tutti i villain fumettistici. Al netto del meritato premio alla performance di Phoenix, vanno quindi comprese le ragioni di chi biasima il fatto che un film su un comico fallito convertitosi al crimine per colpa di una società anempatica, venga fatto passare per un'opera sulle origini del nemico del cavaliere oscuro (che nemmeno il capolavoro di Alan Moore "The Killing joke" a cui il film si ispira aveva in realtà chiarito in maniera definitiva). Ciononostante, essendo una sorta di moderna maschera teatrale, quella di Joker è per sua natura predestinata a questa come ad altre molteplici riletture artistico-antropologiche.Perchè forse mai come oggi il suo sorriso deforme fa da specchio al rictus rancoroso di tempi grondanti cieca e tragicomica rabbia.


AFAN Alessandro Fantini (09/09/2019