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Thursday, February 20, 2020
Sunday, December 1, 2019
AFAN legge Balia Bufera
AFan legge BALIA BUFERA
Estratto del Capitolo III
Versione paperback: http://www.lulu.com/…/balia…/paperback/product-23941357.html
Versione ebook: http://www.lulu.com/…/balia-buf…/ebook/product-23941388.html
Friday, November 3, 2017
Perchè scrivere ancora romanzi nel 2017?
Perchè scrivere ancora romanzi nel 2017?
Perché scrivere un romanzo nel 2017?
In un’epoca di consumo compulsivo di frammenti di video e
testi, forse quella del romanzo resta la forma espressiva, insieme ai serial
tv, in grado di convincere una persona ad immergersi per più ore di fila in un
flusso spaziotemporale di pura fantasia, invitandola a contribuire
all‘evocazione di un mondo narrativo ed emotivo che non svilisca ma esalti la
sua immaginazione e la sua sensibilità. Trovo che la sua articolata irrealtà
sia un ottimo antidoto alla caotica pseudo-realtà della rete.
A cosa allude il titolo “Balia Bufera”?
Ancor prima di cominciare a scrivere avevo in mente un
paio di titoli che alludevano alla neve, al tema della prima infanzia e alle
tormente. Dopo aver scritto il primo capitolo e aver definito con esattezza
l’intreccio, mi resi conto che la personificazione della Bufera assimilata ad
una balia che nutre e protegge una nuova vita esplicava in due parole, in senso
tanto metaforico quanto letterale, i concetti su cui ruotava l’intera vicenda.
Chi sono i protagonisti del romanzo?
La storia viene narrata in prima persona da Patrizio, ventenne
insicuro cresciuto dagli zii materni dall’età di tre anni, quando la madre
decise di rifarsi una famiglia all’estero, traumatizzata dalla fuga del padre
avvenuta pochi mesi prima della sua nascita. Patrizio non ha mai creduto fino
in fondo alla versione dello zio Leonida, a detta del quale il padre si era
sottratto alle sue responsabilità di genitore, mentre la madre s’era già
invaghita di un altro quand’era incinta. Privo di punti di riferimento e di
veri amici, una volta diplomato Patrizio s’illude di poter cambiare vita
iscrivendosi ad un corso di ingegneria informatica. Ma l’impossibilità di
pagarsi gli studi lo spinge quasi per caso ad unirsi a Tonio e Fabiano, due
giovani ladruncoli per i cui furti si presterà a fare da palo nella convinzione
di racimolare i fondi necessari a finanziare il corso. Il brivido della vita
criminale lo porterà tuttavia a perdere il contatto con la realtà. Così
Patrizio prenderà coscienza della sua alienazione solo al momento di finire in
carcere e in seguito in una casa famiglia isolata su un altipiano. Un luogo
reso ancor più misterioso dalla vicinanza a Monte Crura, un borgo all’apparenza
disabitato dove incontrerà una ragazza a sua volta confinata in una prigione
fisica e mentale.
Si tratta di un thriller, un fantasy, o di una favola per adulti?
Non inizio mai a scrivere cercando di restare dentro il
recinto di un genere o pensando all’età ideale dei lettori. Di solito pianifico
un romanzo solo quando ho raccolto una serie di immagini e di idee dalla cui
associazione sia possibile ricavare un’atmosfera e una tensione tali da tenermi
incollato alla tastiera alla stessa maniera in cui sono convinto il lettore
possa restare catturato dal libro finito.
Chi sono gli autori e i luoghi che hanno influenzato il romanzo?
Oltre ai ricordi d’infanzia dell’altipiano innevato di
Quarto Santa Chiara in Abruzzo, le prime immagini che mi hanno spronato a
scrivere “Balia Bufera” sono state le illustrazioni dell’olandese Rien Poortvliet,
l’autore della celebre serie di libri sugli Gnomi. Ho sempre pensato che quelle
visioni potessero esprimere una qualità drammatica e fatidica se calati in un contesto
realistico e familiare come quello dell’inverno dell’appennino abruzzese, e
ancor di più se sovrapposti alle suggestioni dei racconti di un autore gotico come
Arthur Machen, il cui racconto “il popolo Bianco” ha rappresentato un
importante fonte d’ispirazione per il romanzo.
La storia di Balia Bufera è limitata alla forma letteraria?
La storia di Patrizio, della casa famiglia di Santa
Pelva, di Monte Crura e dei suoi enigmatici abitanti è l’estuario finale di un
ampio numero di affluenti visivi e letterari, quindi non è affatto escluso che
possa estendersi o proseguire in altri codici artistici, primo tra tutti quello
cinematografico. In simultanea alla scrittura del romanzo ho infatti realizzato
una sceneggiatura ideata in funzione delle locations di Pescostanzo e
dell’altipiano di Quarto Santa Chiara, un metodo che mi ha permesso sia di
consolidare il realismo del romanzo che di porre le basi per una seconda vita
dell’opera. Che è poi uno dei significati nascosti nel titolo e nella trama del
romanzo. Perché ad ognuno spetta una seconda opportunità dopo esser stati in
balìa della bufera.
BALIA BUFERA
Il Gelo è più dolce della vita
Disponibile in formato paperback ed ebook sulla Vetrina Autore di Lulu, Amazon e Smashwords:
http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/balia-bufera/paperback/product-23322161.html
http://www.lulu.com/shop/alessandro-fantini/balia-bufera/ebook/product-23324519.html
https://www.amazon.it/Balia-Bufera-Alessandro-Fantini/dp/0244620326/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1505814936&sr=8-1&keywords=balia+bufera
https://www.smashwords.com/books/view/746063https://youtu.be/8j9W_dJazh4
Sunday, December 11, 2016
ENDOMETRIA - Il seme della carne
Oltre ad essere il mese in cui terminai di scriverlo, Dicembre è anche il periodo atmosfericamente più propizio ad una prima incursione (o ad un ritorno, per chi lesse la prima versione presentata al Salone del Libro di Torino) nel regno metamorfico del mio primo romanzo fantasy "Endometria", naturale estensione del racconto "Il Velo della notte" incluso nell'omonima raccolta della collana "Fantagraphia" curata da Anna Maria Fabiano, compagna di viaggio scomparsa due anni fa della quale riporto un estratto dell'acuta e sentita prefazione scritta per la prima edizione:
"Uno strano senso d’inquietudine pervade le pagine di questo straordinario romanzo, che si pone come continuazione del racconto Il velo della notte, contenuto nell’omonima raccolta della collana Fantagraphia. Le chiavi di lettura sono, a mio avviso, infinite, e questo è dovuto sia alla Summa culturale dell’autore, che vive e si nutre d’arte e di letteratura intesa nelle sue varie forme, sia a uno stile che, elegante e oltremodo carico di senso, non rinuncia a creare piccole ma ricorrenti oasi di lirismo nostalgico e paesaggistico, dove si specchiano le illusioni, i sogni, le ossessioni, le attese di ogni anima in crescita. Lo si potrebbe considerare come il passaggio dall'età delle illusioni infantili a quello delle illusioni erotiche ed esistenziali dell'adolescenza, come afferma l’autore. Oppure una sorta di delirio onirico fatto di ossessioni ricorrenti, le proprie ma anche quelle di tutti, perché, coscientemente o meno, siamo tutti dilaniati dai morsi della Conoscenza, della Domanda, della Ricerca, del Viaggio o dell’Eterno Ritorno. Oppure come un ennesimo riscatto compiuto in nome dell’amore, attraverso la sua stessa distruzione. Ossessioni che si fanno sensata insensatezza, dal momento che sottraggono particelle alla propria essenza e le coniugano al riscatto creato da un ordine finale che si pone all’estremo del caos. C’è ancora un’allusione velata e oltremodo inquietante, a mio avviso, legata al Titolo, Endometria, Il seme della carne, che rimanda al rapporto stretto e quasi morboso tra l’uomo e il grembo materno dalla cui profondità proviene e al quale vorrebbe ricongiungersi, profondità colta nell’attimo stesso in cui il protagonista, all’atto di intraprendere il suo viaggio, sprofonda nel sottosuolo".
Versione paperback: https://www.amazon.it/Endometria-Alessandro-Fantini/dp/1471762459/ref=sr_1_7?s=books&ie=UTF8&qid=1481491520&sr=1-7
Formato kindle: https://www.amazon.it/Endometria-Alessandro-Fantini-ebook/dp/B00A6HZPTI/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1481491520&sr=1-7
"Endometria - Il seme della Carne" viene riproposto dopo cinque anni
dalla sua prima edizione in questa seconda versione in formato tascabile
e ebook con una nuova veste grafica, una nuova impaginazione delle
illustrazioni, una ricca appendice contenente il racconto "Il Velo della
Notte", l'antefatto alle vicende narrate nel romanzo, e una raccolta di
testi critici scritti dallo stesso autore in occasione delle
presentazioni tenute alla Fiera del Libro di Torino.
Dimenticati
gli anni di prigionia del Velo della Notte, Edel ed Arnel regnano
adesso su una nuova marca, lontano dalle guerre intestine che affliggono
Lantaria. Ma alla radice del loro amore pulsa da tempo l'epicentro del
caos che sta per abbattersi sull'intero continente. Da dove proviene il
seme nascosto nel becco dell’uccello franofelo? Chi sono i seguaci
dell'Antico Sussurro? Perché i monaci di Garras hanno abbandonato il
loro monastero per riempire di cattedrali la città di Antalide? L'antica
stirpe degli Aledani si è davvero estinta insieme al loro oscuro
potere? Spetterà ad Arnel vivere nella carne gli uragani della memoria
in cui attende di scatenarsi il mistero dei figli di Eulatma.
Alessandro Fantini, già attivo da anni come pittore, regista e
compositore, qui alla sua prima prova in qualità di romanziere
"parassitario" del genere "fantasy", tiene fede ai postulati irrazionali
del suo "agire multimedianico" imbastendo una delirante partitura di
archetipi visivi e di ipertrofie linguistiche che contaminano fino a
stravolgerle le prevedibili fisiologie della narrazione di genere. Su
Endometria la necrosi degli stereotipi, l'osmosi tra materia inerte e
materia senziente, la prosa che si trasmuta in poesia, il suono che si
rapprende nella visione pura, il caos che cova i germi di un ordine
inconoscibile, descrivono solo il primo atto di una parata allucinatoria
governata dall'interscambiabilità della vita e della morte. Sin dal
turbinoso prologo in cui la marca di Edelia implode in un profluvio di
sinestesie geologico-spirituali, appare evidente l'intento di
convogliare tra le anse dell'ambientazione fantastica di ascendenza
“herbertiano-tolkieniana” le iperboli metaletterarie dei processi
alchemici e delle progressioni esoteriche che vedono nella brutale
imprevedibilità delle catastrofi l'innesco di un lungo e arcano viaggio
verso la riscoperta dell'emotività della materia. Un percorso che non
condurrà alla conquista di un Eldorado dell'anima o della Pietra
filosofale delle passioni, quanto all'evocazione di uno stadio
conoscitivo ultimo che non annovera nelle sue fasi intermedie le
asserzioni e i dogmi dei culti rivelati. L'autore dissemina la vicenda
ancillare di Edel ed Arnel (ignari dei segreti millenari delle loro
dinastie, divisi con violenza da una diversa e, ai loro occhi,
inesplicabile costituzione della materia) di una messe di pittogrammi
che non svolgono la mera funzione di allegorie personali ma che
intendono farsi cellule in divenire di una biologia letteraria dove la
funzione comunicativa delle parole collassa sul bianco della pagina per
tramutarle nei villi intestinali di un immaginario tanto universale
quanto più individuale.
Perché per ciascun lettore, come scrive
Fantini nella sua post-fazione, il fenomeno del narrare non può che
essere un “esoterico invito al sogno lucido”.
Versione paperback: https://www.amazon.it/Endometria-Alessandro-Fantini/dp/1471762459/ref=sr_1_7?s=books&ie=UTF8&qid=1481491520&sr=1-7
Formato kindle: https://www.amazon.it/Endometria-Alessandro-Fantini-ebook/dp/B00A6HZPTI/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1481491520&sr=1-7
"Endometria - Il seme della Carne" viene riproposto dopo cinque anni
dalla sua prima edizione in questa seconda versione in formato tascabile
e ebook con una nuova veste grafica, una nuova impaginazione delle
illustrazioni, una ricca appendice contenente il racconto "Il Velo della
Notte", l'antefatto alle vicende narrate nel romanzo, e una raccolta di
testi critici scritti dallo stesso autore in occasione delle
presentazioni tenute alla Fiera del Libro di Torino.
Dimenticati gli anni di prigionia del Velo della Notte, Edel ed Arnel regnano adesso su una nuova marca, lontano dalle guerre intestine che affliggono Lantaria. Ma alla radice del loro amore pulsa da tempo l'epicentro del caos che sta per abbattersi sull'intero continente. Da dove proviene il seme nascosto nel becco dell’uccello franofelo? Chi sono i seguaci dell'Antico Sussurro? Perché i monaci di Garras hanno abbandonato il loro monastero per riempire di cattedrali la città di Antalide? L'antica stirpe degli Aledani si è davvero estinta insieme al loro oscuro potere? Spetterà ad Arnel vivere nella carne gli uragani della memoria in cui attende di scatenarsi il mistero dei figli di Eulatma.
Alessandro Fantini, già attivo da anni come pittore, regista e compositore, qui alla sua prima prova in qualità di romanziere "parassitario" del genere "fantasy", tiene fede ai postulati irrazionali del suo "agire multimedianico" imbastendo una delirante partitura di archetipi visivi e di ipertrofie linguistiche che contaminano fino a stravolgerle le prevedibili fisiologie della narrazione di genere. Su Endometria la necrosi degli stereotipi, l'osmosi tra materia inerte e materia senziente, la prosa che si trasmuta in poesia, il suono che si rapprende nella visione pura, il caos che cova i germi di un ordine inconoscibile, descrivono solo il primo atto di una parata allucinatoria governata dall'interscambiabilità della vita e della morte. Sin dal turbinoso prologo in cui la marca di Edelia implode in un profluvio di sinestesie geologico-spirituali, appare evidente l'intento di convogliare tra le anse dell'ambientazione fantastica di ascendenza “herbertiano-tolkieniana” le iperboli metaletterarie dei processi alchemici e delle progressioni esoteriche che vedono nella brutale imprevedibilità delle catastrofi l'innesco di un lungo e arcano viaggio verso la riscoperta dell'emotività della materia. Un percorso che non condurrà alla conquista di un Eldorado dell'anima o della Pietra filosofale delle passioni, quanto all'evocazione di uno stadio conoscitivo ultimo che non annovera nelle sue fasi intermedie le asserzioni e i dogmi dei culti rivelati. L'autore dissemina la vicenda ancillare di Edel ed Arnel (ignari dei segreti millenari delle loro dinastie, divisi con violenza da una diversa e, ai loro occhi, inesplicabile costituzione della materia) di una messe di pittogrammi che non svolgono la mera funzione di allegorie personali ma che intendono farsi cellule in divenire di una biologia letteraria dove la funzione comunicativa delle parole collassa sul bianco della pagina per tramutarle nei villi intestinali di un immaginario tanto universale quanto più individuale.
Perché per ciascun lettore, come scrive Fantini nella sua post-fazione, il fenomeno del narrare non può che essere un “esoterico invito al sogno lucido”.
Dimenticati gli anni di prigionia del Velo della Notte, Edel ed Arnel regnano adesso su una nuova marca, lontano dalle guerre intestine che affliggono Lantaria. Ma alla radice del loro amore pulsa da tempo l'epicentro del caos che sta per abbattersi sull'intero continente. Da dove proviene il seme nascosto nel becco dell’uccello franofelo? Chi sono i seguaci dell'Antico Sussurro? Perché i monaci di Garras hanno abbandonato il loro monastero per riempire di cattedrali la città di Antalide? L'antica stirpe degli Aledani si è davvero estinta insieme al loro oscuro potere? Spetterà ad Arnel vivere nella carne gli uragani della memoria in cui attende di scatenarsi il mistero dei figli di Eulatma.
Alessandro Fantini, già attivo da anni come pittore, regista e compositore, qui alla sua prima prova in qualità di romanziere "parassitario" del genere "fantasy", tiene fede ai postulati irrazionali del suo "agire multimedianico" imbastendo una delirante partitura di archetipi visivi e di ipertrofie linguistiche che contaminano fino a stravolgerle le prevedibili fisiologie della narrazione di genere. Su Endometria la necrosi degli stereotipi, l'osmosi tra materia inerte e materia senziente, la prosa che si trasmuta in poesia, il suono che si rapprende nella visione pura, il caos che cova i germi di un ordine inconoscibile, descrivono solo il primo atto di una parata allucinatoria governata dall'interscambiabilità della vita e della morte. Sin dal turbinoso prologo in cui la marca di Edelia implode in un profluvio di sinestesie geologico-spirituali, appare evidente l'intento di convogliare tra le anse dell'ambientazione fantastica di ascendenza “herbertiano-tolkieniana” le iperboli metaletterarie dei processi alchemici e delle progressioni esoteriche che vedono nella brutale imprevedibilità delle catastrofi l'innesco di un lungo e arcano viaggio verso la riscoperta dell'emotività della materia. Un percorso che non condurrà alla conquista di un Eldorado dell'anima o della Pietra filosofale delle passioni, quanto all'evocazione di uno stadio conoscitivo ultimo che non annovera nelle sue fasi intermedie le asserzioni e i dogmi dei culti rivelati. L'autore dissemina la vicenda ancillare di Edel ed Arnel (ignari dei segreti millenari delle loro dinastie, divisi con violenza da una diversa e, ai loro occhi, inesplicabile costituzione della materia) di una messe di pittogrammi che non svolgono la mera funzione di allegorie personali ma che intendono farsi cellule in divenire di una biologia letteraria dove la funzione comunicativa delle parole collassa sul bianco della pagina per tramutarle nei villi intestinali di un immaginario tanto universale quanto più individuale.
Perché per ciascun lettore, come scrive Fantini nella sua post-fazione, il fenomeno del narrare non può che essere un “esoterico invito al sogno lucido”.
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