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Sunday, December 5, 2021

L'era del Commodore bianco (panna) -1

 

Il primo (per quanto ultimo, mi si passi il gioco semantico) "Last Ninja " rappresenta la "madeleine proustiana" della mia personale era commodoriana (e nella fattispecie dell'estate '88, mitizzata dalla magia delle avventure alla "Stand by me" vissute con gli amici tra cabinati, pedalate agresti e giochi di ruolo). I pomeriggi, e spesso il primo mattino, quando al risveglio al tintinnare della tazza della colazione preferivo il ronzio del datasette collegato al mio totemico C64, erano puntualmente consacrati alle teste rotolanti di Barbarian e agli harakiri dei nemici di Armakuni. Spuntato dalla sontuosa scatola di "The in crowd" confezionata dalla "Ocean" e ricevuta come souvenir a sorpresa dallo zio di ritorno dai lidi d'Albione, rimase a lungo il gioco più punitivo e "consumato" di tutti quelli collezionati prima e dopo il pensionamento del biscottone (una specie di "soulslike ante litteram"), adorato più per le sue qualità evocative e per il suo "quid" enigmatico che per il "gameplay" vero e proprio. Epocale rimase il momento in cui, dopo settimane di tormentosi "backtracking" tra le paludi e i torrenti del primo livello, riuscii a centrare il dragone con la bomba soporifera e potei gustare per la prima volta la schermata del livello successivo. Quando la scritta "The Wilderness" apparve sulle note misteriche di Ben Daglish, tutto fu perdonato e da allora l'ostinazione atemporale degli occhi di Armakuni mi hanno seguito fino al 2010, quando atterrai nella terra degli Shogun e omaggiai quello sguardo nelle iridi che si spalancano sui grattacieli di Tokyo nel primo teaser del mio lungometraggio "EDOnism". Alla fine, per quanto solo simbolicamente, avevo vendicato il clan dei ricordi della mia ultima estate d'infanzia.

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Saturday, November 4, 2017

Di edonisti e pescegatti nipponici: EDOnism in concorso al Selva Nera film festival di Padova

 

Il giorno fatidico è alfine giunto. 

Questa sera alle 22:40 "EDOnism" verrà proiettato nella sezione concorso della prima edizione del "Selva Nera" fantastic film festival di Selvazzano Dentro, Padova, prima rassegna internazionale del cinema fantastico del Veneto. Un sentito ringraziamento agli audaci e lungimiranti organizzatori Massimo Bezzati e Stefano Bovi, allo staff dell'Arena Games che ospita il festival e a tutti gli "edonisti" che stasera avranno l'occasione di rivivere i fremiti tellurici della grande mente nascosta sotto la coltre di cemento e fibra ottica di Honshu. Grazie anche alla redazione di CinemaItaliano.info per aver dato risalto all'evento.

 Quattro anni dopo essere emigrato a Tokyo insieme alla moglie Sophie, l'esistenza del manager James Hallway è ormai ridotta ad una sequela di sbornie e fallimenti. Alla perdita del lavoro farà seguito di lì a poco quella di Sophie, decisa a rifarsi una vita lontano dalla spirale di autolesionismo che sta risucchiando James. Ma quando dietro il tessuto della realtà cominceranno a balenare visioni che nulla hanno a che fare con le crisi etiliche, ed un coma lo trascinerà in un oblio temporaneo, la verità di una seconda esistenza adombrata dal mito nipponico del Jishin Namazu, il Pesce Gatto che scatena i terremoti, comincerà lentamente a prendere il sopravvento sulla sua quotidianità. Una verità che il suo sisma interiore farà presto condividere a milioni di cittadini.

 
Ambizioso fanta-noir dalle suggestioni “bladerunneriane” girato nella capitale nipponica, nonché secondo capitolo della trilogia de “Le Città della Mente Nascosta” preceduto da “Nepente” ambientato a Roma e seguito da “New York, a venture” filmato a Manhattan (proiettato al “Dobbs Ferry film festival” di New York lo scorso febbraio), “EDOnism” nasce da un’idea di Alessandro Fantini, regista, pittore, scrittore e compositore originario di Atessa, che all’indomani del terremoto dell’Aquila decide di trasporre il motivo del sisma, inteso come tumulto emotivo e relazione misterica tra macrocosmo terrestre e microcosmo umano, in una storia per il grande schermo ambientata in Giappone, terra dove tecnologia, leggende e misteri tellurici offrono lo scenario ideale per imbastire una vicenda sospesa tra realtà e allegoria metafisica. Perché, sebbene l’ispirazione di fondo derivi dall’urgenza di elaborare in chiave artistica lo sgomento provato di fronte alle catastrofi naturali che hanno martoriato l’Abruzzo e il centro Italia, il tema del sisma nel corso del film assume contorni sociologici e proporzioni cosmiche, fino a divenire archetipo metaforico di quell’enigma atavico che lega la specie umana alla terra e all’universo.

 

 Le riprese del film dirette da Alessandro Fantini con la collaborazione del coproduttore Lorenzo Fantini, il line producer Miles Elliott e Lucy King, si sono svolte a Tokyo nell’arco di due settimane nelle location dei quartieri centrali di Tokyo quali Shibuya, Minato, Roppongi, nei pressi del Santuario Meiji nel parco Yoyogi, e infine sull’isola di Odaiba dominata da una replica della Statua della Libertà e dall’avveniristica sede della Fuji Film progettata da Kenzo Tange che hanno fornito l’imponente scenografia alla sequenza del cliffhanger finale.

Per “EDOnism”, una sorta di colossal “low budget” ispirato tra gli altri da anime giapponesi come “Akira” e “Ghost in the shell”, e al quale ha preso parte un cast di attori e comparse provenienti da Giappone, USA, Inghilterra, Australia, Svezia e Svizzera, Fantini ha anche creato tre locandine dipinte e disegnate a mano, realizzato lo storyboard, una sequenza animata, composto la colonna sonora originale e interpretato il ruolo di un agente infiltrato.