Saturday, September 15, 2018

Stabat Onusta Aestas


AFAN ALESSANDRO FANTINI

"Stabat Onusta Aestas"

olio su tela, 50x70 cm. (2018)









Thursday, September 13, 2018

SULLA SINDROME DEL GENIO RELATIVO


SULLA SINDROME DEL GENIO RELATIVO (e su come guarirne)


Nel corso degli anni la mia attività creativa mi ha permesso d’incontrare personaggi e di vivere situazioni che non avrebbero sfigurato in una stagione di “The Twilight Zone” o, per essere più al passo coi tempi, di “Black Mirror” e “Stranger Things”. Dal viaggio imprevisto compiuto tra filoni di pane sul furgoncino diretto al castello di Pubol in Catalogna, alla visione del bambino in calzoncini corti e zaino in spalla che a Tokyo attraversava la strada sotto la neve del primo mattino. Dal critico d’arte che tra sacchi di gesso nel cortile di Palazzo Barberini mi parlava con l’accento greve di un Mario Brega consigliandomi di rinunciare all’arte per votarmi alle gioie della carne, al tipo che a Firenze ripeteva come la musica elettronica fosse tutta una fuffa commerciale, alla ragazza che sul volo Londra-Roma voleva convincermi che dopo i trent’anni il celibato fosse dannoso per la salute di un artista (ribadendolo nei giorni successivi con sms a raffica), al “promotore culturale” che  mi chiedeva sbraitando di non danneggiargli il basso ventre con la richiesta di collaudare lo schermo sul quale avrei dovuto proiettare i miei corti. 

 

Ma ad affascinarmi per le sue implicazioni etologiche è sempre stato il comportamento di quelle persone che, venute a contatto in periodi diversi e per ragioni diverse con la mia arte, sembravano subire una sorta d’invasamento mistico. Alcuni di loro erano capaci di telefonarmi ogni giorno intercalando le frasi con esclamazioni come “Sei il numero uno! Sei un genio! Sei un fenomeno!”, si offrivano di diffondere la mia arte ai quattro angoli del pianeta (senza spiegare in che modo) o vaticinavano imminenti trionfi e successi.  Di norma a questa fase di “vasodilatazione” (che poteva protrarsi anche per mesi) faceva seguito una di circospetta “circonvenzione”: il soggetto cominciava a calibrare le sue azioni e le sue parole in funzione di un obiettivo che non riguardava più solo il sottoscritto. Gradualmente la genialità che mi veniva da loro attribuita andava mitigandosi, defluendo nelle loro nuove, nascenti aspirazioni artistiche o scivolando sotto il tappeto di un disamoramento più o meno ostentato. E questo mentre continuavo con gli stessi ritmi e la stessa dedizione a produrre opere su opere. Nella sua fase finale il soggetto tornava nell’oblio totale dal quale era emerso come una specie di araldo andato in pensione. Puntualmente alcuni (non tutti) di questi soggetti vanno incontro a ricadute quando il mio nome fa capolino su una pagina di giornale, su uno schermo televisivo o su un sito. Sono presi dalla smania di tessere panegirici e biografie delle quali a volte vorrebbero i diritti d’autore, come se in tutto quel tempo in cui sono rimasti in silenzio la loro influenza abbia continuato ad agire per vie telepatiche. 

 

La psicopatologia del “genio relativo” non è tuttavia una sindrome nuova o particolarmente perniciosa per chi la subisce ma nel tempo, soprattutto con l’avvento del web, ha assunto le forme virali più insospettabili e fantasiose.

Ma per chi ne è affetto senza saperlo o sta cercando il modo di guarire, è possibile applicare questa semplice terapia: guardarsi ogni giorno allo specchio e studiare le forme più o meno curvilinee assunte dal proprio volto.

 

 PS: A scanso di equivoci, mi preme precisare che non ho nulla contro chi esprime apprezzamenti "iperbolici" a voce o per iscritto. Nel testo mi riferisco esclusivamente ad una tipologia con specifici tratti caratteriali osservati nel lungo termine.

 

 

Wednesday, September 5, 2018

DRAW IN


  

DRAW IN

A volte rifugiarsi nella campagna profonda non è il modo ideale per isolarsi dal resto del mondo (di certo non da tutti gli altri mondi).

 

Diretto, scritto, interpretato, montato e prodotto da AFAN Alessandro Fantini.

Fotografia, musiche ed effetti speciali di AFAN Alessandro Fantini. 

 

"Draw in". Un piccolo horror sui generis, impregnato di atmosfere lovecraftiane e sottilmente inquietante, ottimamente girato e con una bella fotografia crepuscolare. Un esempio, per la verità abbastanza raro, di opera riuscita a budget zero o quasi. 

Massimo Bezzati , critico cinematografico e direttore del "Selva Nera Film Festival"

 

Thursday, August 16, 2018

Anadiomene

AFan Alessandro Fantini
Sylphie - Storie di deliri, delizie e deiezioni

Anadiomene


Non sempre le rimpatriate impreviste con gli amici dell'adolescenza sono foriere di ricordi ed avventure piacevoli: è quello che imparerà a sue spese Giacomo, schivo critico cinematografico in cerca d'ispirazione, quando una sera d'estate s'imbatterà per caso nella coppia più insospettabile e mal assortita della riviera di Sinibbio. 

 

Una sottile pellicola d'ansia rilegava le sue giornate. Giorgio non aveva più chiamato da quella mattina di fine luglio. Lungo la spiaggia la gente passeggiava alla spicciolata. Li osservava in silenzio dalla veranda, nella cupa iridescenza del tramonto. Non gli apparivano più grandi delle formiche che striavano la parete orientale della palazzina. Un ticchettio d'acqua singhiozzava piano dentro il lavello. In televisione davano per la milionesima volta un vecchio film di Cary Grant. Rivolse uno sguardo distratto alla schermata nera del laptop sul tavolino. Pigiò a caso sulla tastiera. Sullo schermo comparve la lista delle emails. A parte quella di una lotteria online che lo dichiarava vincitore di dieci milioni di euro e l'invito a iscriversi ad un gruppo di amanti dei cocktails invisibili su Facebook, non era arrivata nessuna che avesse per mittente Giorgio o la redazione di "Rolling video". Chiuse la finestra del programma di posta elettronica e restò a fissare per quasi un minuto l'immagine del desktop.
(continua su Wattpad)

 https://www.wattpad.com/611664092-sylphie-storie-di-deliri-delizie-e-deiezioni?utm_source=web&utm_medium=email&utm_content=share_reading

 


Friday, August 10, 2018

Le notti alla Masseria Verla

AFan Alessandro Fantini 
Le notti alla Masseria Verla (2018) 

"A qualcuno la vecchia masseria Verla potrebbe ancora offrire riparo per le lunghe notti della Merla". Un mattino di fine gennaio nella cassetta della posta Piero Voldari trova una busta contenente una chiave di ferro e un messaggio sibillino, scritto nella calligrafia del fratello Livio. Poco dopo una notizia inaspettata lo convincerà a tornare in un luogo dell'infanzia che aveva pensato d'aver sepolto per sempre sotto i decenni di una vita trascorsa schivando sentimenti e ricordi. 

 

 Quando spalancò il cancello fece di tutto per convincersi che il lamento metallico dei cardini non fosse reale. Solo il rigurgito sonoro di un istante sepolto nella memoria. Poi in un lampo ricordò. Quel raglio apparteneva alle sere d'inverno in cui andava a trovare i nonni. Sere di almeno quaranta anni prima. Era da molto che non tornava a quel periodo così confuso della vita. Nell'intervallo di silenzio che separò l'apertura dalla chiusura sentì sprofondare distese di apprensione. Sarebbe stato più naturale provare quell'ansia se fosse stato ancora un glabro nanetto che attraverso il cancello fissava tremando il bagliore polveroso delle finestre. Anche se in effetti era proprio così che s'era sentito, quando nella cassetta della posta aveva trovato la lettera che suo fratello gli aveva scritto il giorno prima che lo trovassero senza pulsazioni, sdraiato su una sedia a dondolo, le spalle rivolte ad uno scaffale da cui erano cadute pile di libri contabili.


Tuesday, July 17, 2018

La risacca senza fine (AFAN su RAI3)


   

AFAN a VOX POPULI (16-7-2018)

 

 Alessandro Fantini (e la sua arte passata e futura) compare nella ventunesima puntata del programma serale di RAI TRE VOX POPULI curata da Luca Martera che, attraverso interviste e servizi RAI dedicati a persone (più o meno) comuni ripercorre quattro decadi di storia, cultura e costume dell'Italia a cavallo degli anni zero.