"Endometria - Il seme della Carne" viene riproposto dopo cinque anni
dalla sua prima edizione in questa seconda versione in formato tascabile
e ebook con una nuova veste grafica, una nuova impaginazione delle
illustrazioni, una ricca appendice contenente il racconto "Il Velo della
Notte", l'antefatto alle vicende narrate nel romanzo, e una raccolta di
testi critici scritti dallo stesso autore in occasione delle
presentazioni tenute alla Fiera del Libro di Torino.
Dimenticati
gli anni di prigionia del Velo della Notte, Edel ed Arnel regnano
adesso su una nuova marca, lontano dalle guerre intestine che affliggono
Lantaria. Ma alla radice del loro amore pulsa da tempo l'epicentro del
caos che sta per abbattersi sull'intero continente. Da dove proviene il
seme nascosto nel becco dell’uccello franofelo? Chi sono i seguaci
dell'Antico Sussurro? Perché i monaci di Garras hanno abbandonato il
loro monastero per riempire di cattedrali la città di Antalide? L'antica
stirpe degli Aledani si è davvero estinta insieme al loro oscuro
potere? Spetterà ad Arnel vivere nella carne gli uragani della memoria
in cui attende di scatenarsi il mistero dei figli di Eulatma.
Alessandro Fantini, già attivo da anni come pittore, regista e
compositore, qui alla sua prima prova in qualità di romanziere
"parassitario" del genere "fantasy", tiene fede ai postulati irrazionali
del suo "agire multimedianico" imbastendo una delirante partitura di
archetipi visivi e di ipertrofie linguistiche che contaminano fino a
stravolgerle le prevedibili fisiologie della narrazione di genere. Su
Endometria la necrosi degli stereotipi, l'osmosi tra materia inerte e
materia senziente, la prosa che si trasmuta in poesia, il suono che si
rapprende nella visione pura, il caos che cova i germi di un ordine
inconoscibile, descrivono solo il primo atto di una parata allucinatoria
governata dall'interscambiabilità della vita e della morte. Sin dal
turbinoso prologo in cui la marca di Edelia implode in un profluvio di
sinestesie geologico-spirituali, appare evidente l'intento di
convogliare tra le anse dell'ambientazione fantastica di ascendenza
“herbertiano-tolkieniana” le iperboli metaletterarie dei processi
alchemici e delle progressioni esoteriche che vedono nella brutale
imprevedibilità delle catastrofi l'innesco di un lungo e arcano viaggio
verso la riscoperta dell'emotività della materia. Un percorso che non
condurrà alla conquista di un Eldorado dell'anima o della Pietra
filosofale delle passioni, quanto all'evocazione di uno stadio
conoscitivo ultimo che non annovera nelle sue fasi intermedie le
asserzioni e i dogmi dei culti rivelati. L'autore dissemina la vicenda
ancillare di Edel ed Arnel (ignari dei segreti millenari delle loro
dinastie, divisi con violenza da una diversa e, ai loro occhi,
inesplicabile costituzione della materia) di una messe di pittogrammi
che non svolgono la mera funzione di allegorie personali ma che
intendono farsi cellule in divenire di una biologia letteraria dove la
funzione comunicativa delle parole collassa sul bianco della pagina per
tramutarle nei villi intestinali di un immaginario tanto universale
quanto più individuale.
Perché per ciascun lettore, come scrive
Fantini nella sua post-fazione, il fenomeno del narrare non può che
essere un “esoterico invito al sogno lucido”.