In questa puntata AFAn propone un compendio della vita e delle opere di
Caravaggio, pittore che vide la Grazia nella cruenta Verità della carne e
sperò di riceverla dal papa mentre, cercando di sfuggire alla morte, le
andava incontro su una spiaggia deserta, ponendo fine alla sua vicenda
terrena e dando inizio a quella dell'arte moderna.
Scritto, montato e prodotto da AFAN Alessandro Fantini
Musiche ispirate alla colonna sonora di VANGELIS composte da AFAN Alessandro Fantini
In un 2019 tecnologicamente diverso da quello immaginato da Ridley Scott e Philip K. Dick, AFAN analizza quello descritto dal film che nell'82 fu in grado a suo modo di profetizzare la perdita d'empatia e la solitudine di replicanti iperconnessi in questo futuro corrente.
Nel trentennale della morte, AFan Alessandro Fantini tratteggia un
ritratto di Andrea Pazienza, artista senza compromessi che in poco più
di trent'anni visse centiniaia di vite, marchiando un'epoca e una
generazione con il segno di un'invincibile moltitudine.
Tra video-magazine e documentario, programma divulgativo e videoarte, in
questa serie pensata e realizzata per il web, l'artista multimedianico
AFAN Alessandro Fantini passa in rassegna nel suo atelier le correnti e
gli artisti che hanno contribuito negli anni alla sua formazione
estetica, influendo sulla maturazione del suo personale approccio
multiforme alla creatività.
Circa 10 anni fa, in un'audizione al fulmicotone tenuta davanti alla commissione dell'operazione "NUOVI TALENTI RAI" negli studi Nomentano di Roma, presentavo il format di quella che sarebbe diventata la video-rubrica "AFANzine- L'Arte raccontata da AFAN" tuttora in "autoproduzione" sul mio canale YouTube. Un'esperienza che resterà per sempre legata al ricordo di Fabrizio Frizzi, l'unico che dopo il provino venne ad incoraggiarmi e a farmi gli auguri. A tutt'oggi, anche grazie alla mia recente ricomparsa in un programma serale di RAI TRE, ricevo messaggi di spettatori che vorrebbero vedermi affrontare i temi più disparati a cadenza periodica (e non solo sul web), ignari del fatto che ogni puntata richiede un dispendio di energie (non solo creative) che necessiterebbero di un supporto produtttivo ben più corposo per essere rapidamente ripristinate. Non di solo video vive l'uomo.
Dagli esordi come fumettista e scrittore di racconti gotici, all'attività di pittore, compositore, attore e regista di film ambientati tra Italia, America e Giappone, Alessandro Fantini in arte AFAN si racconta in questa lunga intervista esclusiva rilasciata a Massimo Bezzati per JAMovie, rivelando aneddoti e dietro le quinte di una carriera multimedianica vissuta come un'implacabile sogno lucido.
Ciao Alessandro! A che età nasce, e con quali film, la tua passione per la Settima Arte?
Indicare l’anno esatto in cui cominciai a subire una vera e propria fascinazione per il cinema sarebbe di per sé alquanto improprio, considerando quella lunga fase gestatoria vissuta nel corso dell’infanzia e della prima adolescenza in cui l‘interesse per la narrazione scritta e quella per immagini incarnata dal fumetto, mi portò ad accostarmi per gradi alla sintassi visiva su celluloide. Ricordo tuttavia con estrema nitidezza quella sera del 1985 quando mio padre mi portò per la prima volta in una sala cinematografica. E mi trovai a vedere per caso “La Storia infinita”.
La vicenda di Bastian che si nasconde nella soffitta della scuola per sfuggire ad una realtà ostile e uggiosa identificandosi nelle avventure di Atreyu, protagonista della storia narrata nel libro rubato, sembrava per certi versi la trasposizione di quel periodo della mia vita. Anch’io leggevo molto per sottrarmi alla monotonia e all’angoscia del sentirmi confinato in una quotidianità circoscritta alla piccola provincia. Tanto che proprio come Bastian amavo rifugiarmi in soffitta o nelle librerie, a divorare volumi illustrati e vecchi libri appartenuti ai miei fratelli.
Ma a differenza di quel che accadeva nel
film, il mio regno di Fantasia non era minacciato dall’avanzare del
Nulla. Sia sui banchi di scuola che a casa ero posseduto dalla frenesia
di creare un mio reame immaginario del quale disegnavo persino delle
mappe geografiche fitte di dettagli topografici. Nacquero così le mie
prime saghe di storie a fumetti e di romanzi brevi, ispirate dalla
lettura dei settimanali della Walt Disney. O dai classici della
letteratura come la “Divina Commedia”, “Il mago di Oz”, “Il libro della Giungla”, i racconti neri di Edgar Allan Poe e di Guy de Maupassant.
Ma anche i librogame della serie “Scegli la tua avventura” della Bantam books e “Lupo Solitario” del compianto Joe Dever. Una delle mie numerose storie a fumetti venne persino recensita su un numero di “Topolino”
nel 1988. Era un’epoca in cui ero fermamente convinto che il mio
avvenire sarebbe stato quello di sceneggiatore e cartoonista della Disney. Nel frattempo a scuola, durante la ricreazione, come una sorta di Cecile B. DeMille
in miniatura, mi mettevo a capo dei miei compagni di classe per
ricreare scene dei film che avevo visto il giorno prima in televisione.
Ma la scoperta del potere evocativo e allucinatorio del cinema la devo
alla visione di “2001: Odissea nello spazio”.
Da bambino vidi solo la prima ora, dato
che mio nonno mi proibiva di restare sveglio oltre le 10 di sera. Se
qualcuno era riuscito a rendere così logico e fatidico il passaggio da
un osso lanciato nel cielo da un ominide peloso ad una stazione
orbitante che ruotava nello spazio al ritmo di “Sul bel Danubio blu”,
quel qualcuno aveva manomesso gli ingranaggi della macchina misteriosa
chiamata cinema per svelarne il funzionamento segreto basato sul moto
della Visione perpetua. Fu da quella forza inesorabile che mi sentii
sempre più attratto negli anni successivi, come ho avuto in seguito
l’onore di confessare a Christiane Kubrick quando nel 2005 le consegnai di persona un ritratto di Stanley.
AFANzine
L'Arte raccontata da AFAN
Hieronymus Bosch - Supplizi e delizie tra cielo e inferno
Tra video-magazine e documentario, progamma divulgativo e videoarte, in questa serie pensata e realizzata per il web, l'artista multimedianico AFAN Alessandro Fantini passa in rassegna nel suo atelier le correnti e gli artisti che hanno contribuito negli anni alla sua formazione estetica, influendo sulla maturazione del suo personale approccio multiforme alla creatività.
A cinquecento anni dalla sua morte in questa puntata AFAN ripercorre la vita e le opere del pittore olandese Hieronymus Bosch, oscuro cantore per immagini di tentazioni e delizie ultraterrene quanto di pene e abomini ultraterreni.
Ideato, scritto, diretto e montato da Alessandro Fantini.
Musiche e fotografia di Alessandro Fantini.
Prodotto da Alessandro Fantini.