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Tuesday, November 19, 2019

MALORDA presenta il SELVA NERA III


    


 Anche il Dr. Malorda legge dell'ineluttabile avvento del Selva Nera Fantastic Film Festival nel proemio del suo poema preferito "cui posero mano cielo e terra" (con lo zampino dell'irsuto Renè).

Ritorna a Selvazzano Dentro il Selva Nera Fantastic Film Festival 2019, prima kermesse internazionale dedicato al cinema fantastico e di genere organizzato in Veneto: tutti i dettagli della prossima edizione che si svolgerà dal 22 al 24 novembre nella cittadina alle porte di Padova, presso l’Associazione Mica Male su https://www.selvanerafilmfestival.it

 

Monday, September 9, 2019

Di rabbia ridente e di risa rabbiose: Joker a Venezia

 E alla fine anche il tanto vituperato quanto remunerativo cinefumetto è riuscito a domare il grande felide della laguna. Armato della sua disperata sirena ridanciana, il Joker di Phoenix pietrifica e ammalia il pubblico di Venezia paludando le sue radici fumettistiche con gli stilemi di uno psichotriller scorsesiano. Motivo per il quale non andrebbe definito un cinecomic "strictu sensu", ma un "character study" che seduce la critica e convince la giuria a premiarlo in larga parte in virtù del virtuosismo attoriale col quale Phoenix (svincolandosi dai limiti del medium cinematografico) lo eleva a saggio umanistico. E questo nonostante l'ultimo Joker filologicamente attendibile e fedele al personaggio creato da Kane, Finger e Robinson resti quello di Ledger: privato della sua nemesi speculare (Batman) e calato in una cinica quotidianità alla "Taxi Driver" la vicenda umana del Joker appare infatti svuotata della carica istrionicamente irrazionale e nichilista che lo ha reso il più enigmatico e complesso tra tutti i villain fumettistici. Al netto del meritato premio alla performance di Phoenix, vanno quindi comprese le ragioni di chi biasima il fatto che un film su un comico fallito convertitosi al crimine per colpa di una società anempatica, venga fatto passare per un'opera sulle origini del nemico del cavaliere oscuro (che nemmeno il capolavoro di Alan Moore "The Killing joke" a cui il film si ispira aveva in realtà chiarito in maniera definitiva). Ciononostante, essendo una sorta di moderna maschera teatrale, quella di Joker è per sua natura predestinata a questa come ad altre molteplici riletture artistico-antropologiche.Perchè forse mai come oggi il suo sorriso deforme fa da specchio al rictus rancoroso di tempi grondanti cieca e tragicomica rabbia.


AFAN Alessandro Fantini (09/09/2019

Saturday, August 10, 2019

DRAW IN al SELVA NERA 2019

 

Per il terzo anno consecutivo una mia opera cinematografica è stata selezionata dal Selva Nera Film Festival di Padova. Dopo "EDOnism" e "Malorda" è la volta di "Draw in", psico-thriller rurale girato alla fine dell'estate 2018 in regime di autoproduzione multimedianica, in concorso nella sezione corti.
Poche settimane fa, nelle vicinanze della stessa location, in rappresentanza dell'Italia ho girato anche il segmento di un ambizioso docu-film internazionale collettivo ideato e montato da un giovane filmmaker di Rabat che vedrà la luce entro settembre.
A dimostrazione che anche nell'angolo più remoto della campagna profonda non è possibile scampare alle multiformi profondità dell'Ego.

Monday, November 26, 2018

MALORDA al SELVA NERA FANTASTIC FILM FESTIVAL di PADOVA

MALORDA al SELVA NERA FILM FESTIVAL di PADOVA

 

Alessandro Fantini, artista versatile che spazia dalla pittura alla regia e che nella prima edizione del festival Selva Nera aveva presentato il curioso lungometraggio fantascientifico Edonism, di produzione italiana ma girato interamente in Giappone, torna con un corto (tratto dalla webserie composta finora da sette episodi) sempre caratterizzato da intelligenza e senso del grottesco, che piacerà agli amanti di quel ramo del fantastico più bizzarro. Il dottor Malorda risolve i vostri problemi, ma attenti a cosa chiedete...


Stefano bovi e Massimo Bezzati

fondatori e direttori del SELVA NERA FILM FESTIVAL

Saturday, November 4, 2017

Di edonisti e pescegatti nipponici: EDOnism in concorso al Selva Nera film festival di Padova

 

Il giorno fatidico è alfine giunto. 

Questa sera alle 22:40 "EDOnism" verrà proiettato nella sezione concorso della prima edizione del "Selva Nera" fantastic film festival di Selvazzano Dentro, Padova, prima rassegna internazionale del cinema fantastico del Veneto. Un sentito ringraziamento agli audaci e lungimiranti organizzatori Massimo Bezzati e Stefano Bovi, allo staff dell'Arena Games che ospita il festival e a tutti gli "edonisti" che stasera avranno l'occasione di rivivere i fremiti tellurici della grande mente nascosta sotto la coltre di cemento e fibra ottica di Honshu. Grazie anche alla redazione di CinemaItaliano.info per aver dato risalto all'evento.

 Quattro anni dopo essere emigrato a Tokyo insieme alla moglie Sophie, l'esistenza del manager James Hallway è ormai ridotta ad una sequela di sbornie e fallimenti. Alla perdita del lavoro farà seguito di lì a poco quella di Sophie, decisa a rifarsi una vita lontano dalla spirale di autolesionismo che sta risucchiando James. Ma quando dietro il tessuto della realtà cominceranno a balenare visioni che nulla hanno a che fare con le crisi etiliche, ed un coma lo trascinerà in un oblio temporaneo, la verità di una seconda esistenza adombrata dal mito nipponico del Jishin Namazu, il Pesce Gatto che scatena i terremoti, comincerà lentamente a prendere il sopravvento sulla sua quotidianità. Una verità che il suo sisma interiore farà presto condividere a milioni di cittadini.

 
Ambizioso fanta-noir dalle suggestioni “bladerunneriane” girato nella capitale nipponica, nonché secondo capitolo della trilogia de “Le Città della Mente Nascosta” preceduto da “Nepente” ambientato a Roma e seguito da “New York, a venture” filmato a Manhattan (proiettato al “Dobbs Ferry film festival” di New York lo scorso febbraio), “EDOnism” nasce da un’idea di Alessandro Fantini, regista, pittore, scrittore e compositore originario di Atessa, che all’indomani del terremoto dell’Aquila decide di trasporre il motivo del sisma, inteso come tumulto emotivo e relazione misterica tra macrocosmo terrestre e microcosmo umano, in una storia per il grande schermo ambientata in Giappone, terra dove tecnologia, leggende e misteri tellurici offrono lo scenario ideale per imbastire una vicenda sospesa tra realtà e allegoria metafisica. Perché, sebbene l’ispirazione di fondo derivi dall’urgenza di elaborare in chiave artistica lo sgomento provato di fronte alle catastrofi naturali che hanno martoriato l’Abruzzo e il centro Italia, il tema del sisma nel corso del film assume contorni sociologici e proporzioni cosmiche, fino a divenire archetipo metaforico di quell’enigma atavico che lega la specie umana alla terra e all’universo.

 

 Le riprese del film dirette da Alessandro Fantini con la collaborazione del coproduttore Lorenzo Fantini, il line producer Miles Elliott e Lucy King, si sono svolte a Tokyo nell’arco di due settimane nelle location dei quartieri centrali di Tokyo quali Shibuya, Minato, Roppongi, nei pressi del Santuario Meiji nel parco Yoyogi, e infine sull’isola di Odaiba dominata da una replica della Statua della Libertà e dall’avveniristica sede della Fuji Film progettata da Kenzo Tange che hanno fornito l’imponente scenografia alla sequenza del cliffhanger finale.

Per “EDOnism”, una sorta di colossal “low budget” ispirato tra gli altri da anime giapponesi come “Akira” e “Ghost in the shell”, e al quale ha preso parte un cast di attori e comparse provenienti da Giappone, USA, Inghilterra, Australia, Svezia e Svizzera, Fantini ha anche creato tre locandine dipinte e disegnate a mano, realizzato lo storyboard, una sequenza animata, composto la colonna sonora originale e interpretato il ruolo di un agente infiltrato.

Tuesday, September 19, 2017

Il nome che fu scritto nell'acqua

 

 

Il Leone d’oro assegnato a “The Shape of Water” di Guillermo Del Toro non è solo un tardivo quanto doveroso riconoscimento critico ad un cinema “fantastico”, non di rado derubricato a genere d’evasione, che negli anni l’”ingombrante” messicano (insieme ad altri alchimisti della concreta irrazionalità come Jodorowsky e Alex de la Iglesia) ha fatto risplendere di luce propria con affilate gemme di realismo magico come “La spina del diavolo” e “Il labirinto del fauno”, in grado di raccontare e dare corpo ai crudeli paradossi della guerra e dell’oppressione politico-culturale quanto e meglio di un film storico o un documentario. È anche un’implicita reprimenda indirizzata ad un cinema italiano che s’illude di poter svecchiarsi o acquistare un respiro internazionale scritturando cast anglofoni o sfruttando location estere, senza prima riuscire a prendere coscienza d’essere ancorato ad una visione greve, autoconsolatoria e “domestica” del narrare per immagini che poco o nulla dimostra d’aver conservato di quell’igienica sregolatezza che permetteva ad un Ferreri o ad un Fellini di restituire gli incubi della loro epoca nella fiabesca mostruosità della settima arte. Cinema che, Melies c’insegna, proprio dalla placenta del genere fantastico trasse il suo primo nutrimento, rimanendo ancor oggi il più potente medium artificiale del sogno lucido collettivo.