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Wednesday, November 28, 2018
Waiting for A.I.nfinity - recensione del nuovo album di Jarre
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Saturday, July 7, 2018
Blade Runner 2049 - Una soundtrack per il futuro (im)possibile
Il mio secondo ritorno (stavolta audio-critico) nella Los Angeles distopica di K. Dick e Scott a 31 anni dalla fuga di Deckard e Rachel e a 36 da quelle elettroniche del demiurgo di Volos.
"Cinquant’anni fa per Alex North la prima di “2001: Odissea nello
spazio” fu senza dubbio un’esperienza memorabile e per motivi non tutti
relativi al valore artistico del capolavoro kubrickiano. Fu solo a
quella proiezione infatti che il compositore americano scoprì che il
regista aveva cassato in blocco la sua
colonna sonora in favore di brani scritti il secolo prima da Johan e
Richard Strauss, nonché dai suoi contemporanei György Ligeti e Aram
Khachaturian.
Quasi cinquant’anni dopo a Johann Johansson la premiere di un altro film “monstre” preso in carica dal regista canadese Denis Villeneuve non deve invece aver riservato sorprese altrettanto spiazzanti." (continua su Ondarock.it)
Tutti i miei articoli finora pubblicati su Ondarock.it
- Jean-Michel Jarre - Electronica:The Heart of Noise
- Jean-Michel Jarre - Oxygene 3
- Vangelis - Rosetta
- Jarre live al Parco della Musica di Roma
- Blade Runner 2049 - la soundtrack
- Jarre la monografia
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Friday, August 12, 2016
"ROMA ELECTRONICA" - La goccia, la musica e la morte
Alla fine degli anni '80, quando mio fratello Nicola di sera m'invitava
ad accompagnarlo in errabondi viaggi in macchina, nello stereo girava
sempre un nastro misterioso sul quale aveva trasferito le tracce di un
lp comparso magicamente tra la nuova collezione di vinili di mio
fratello Giampiero. "Ecco, arriva il pezzo della goccia!" mi sussurrava
mio fratello con aria sardonica, alzando il volume e inondando la
vettura di quel ticchettio echeggiante che sembrava provenire da una
caverna scavata nell'Ayers Rock. Subito dopo una sensuale voce femminile
scandiva parole incomprensibili, mentre sullo sfondo un bambino rideva e
una creatura aliena gorgheggiava litanie ultraterrene. "Ma dimmi un
pò..." ripeteva mio fratello ridacchiando, sostenendo che quelle fossero
le prime parole prounciate dalla cantante che in seguito scoprii essere
Laurie Anderson nel brano "Diva" composto da un famoso musicista
francese https://youtu.be/mrb7x1nDxvw.
"Questo è Jarre!" mi diceva quando il pezzo dopo 3 minuti trascolorava
in un brano fantatribale. Presi così l'abitudine di trovare le scuse più
improbabili per saltare in macchina con lui dopo cena, e ascoltare per
intero quel nastro che traduceva in suoni pittorici i viaggi compiuti
nell'esoterica semioscurità della strada. Due giorni prima che mio
fratello morisse sono riuscito ad incontrare Jarre di persona, durante
il soundcheck dell'unico concerto Italiano tenuto a Roma. Dopo averlo
intervistato per il magazine OndaRock,
sono finalmente riuscito a consegnargli l'artbook contenente alcuni dei
miei dipinti ispirati dalla sua musica. Quando gli ho menzionato
l'origine della mia passione per la sua musica e la malattia di mio
fratello, Jarre si è rabbuiato in volto e mi ha chiesto qual era il suo
nome. "Nicolino" ho risposto.
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