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Wednesday, November 28, 2018

Waiting for A.I.nfinity - recensione del nuovo album di Jarre


Con il dipinto “Disintegrazione della persistenza della memoria” del 1954, Salvador Dalì tornava dopo oltre vent’anni al motivo iconografico che l’aveva consacrato pontefice del surrealismo agli occhi del pubblico internazionale. Stavolta nella piccola tela gli orologi molli fluttuavano al di sopra e al di sotto di una schiera di mattoni particellari che si assottigliavano in corni rinocerontici puntati contro i resti gravitazionali della baia di Port Lligat, nella prefigurazione di un futuro devastato dal fallout atomico che, all’epoca della corsa agli armamenti nucleari, non era frutto soltanto del delirio paranoico di un pittore catalano. Lungo itinerari più o meno premonitori anche Jean-Michel Jarre, al duplice traguardo dei settant’anni di vita e dei cinquant’anni di attività musicale, torna a elaborare con zelo psicoanalitico il persistere della memoria di quella che rimane l’opera artisticamente più compiuta della sua discografia, quella suite in otto parti di “Equinoxe” che alla sua uscita nel dicembre 1978, sull’onda lunga del successo di “Oxygene” contava già un milione e mezzo di prenotazioni.

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Saturday, July 7, 2018

Blade Runner 2049 - Una soundtrack per il futuro (im)possibile

 

 

Il mio secondo ritorno (stavolta audio-critico) nella Los Angeles distopica di K. Dick e Scott a 31 anni dalla fuga di Deckard e Rachel e a 36 da quelle elettroniche del demiurgo di Volos.

 "Cinquant’anni fa per Alex North la prima di “2001: Odissea nello spazio” fu senza dubbio un’esperienza memorabile e per motivi non tutti relativi al valore artistico del capolavoro kubrickiano. Fu solo a quella proiezione infatti che il compositore americano scoprì che il regista aveva cassato in blocco la sua colonna sonora in favore di brani scritti il secolo prima da Johan e Richard Strauss, nonché dai suoi contemporanei György Ligeti e Aram Khachaturian.

Quasi cinquant’anni dopo a Johann Johansson la premiere di un altro film “monstre” preso in carica dal regista canadese Denis Villeneuve non deve invece aver riservato sorprese altrettanto spiazzanti." (continua su Ondarock.it)

 

Tutti i miei articoli finora pubblicati su Ondarock.it

  - Jean-Michel Jarre - Electronica:The Heart of Noise

  - Jean-Michel Jarre - Oxygene 3

 - Vangelis - Rosetta

- Jarre live al Parco della Musica di Roma 

- Blade Runner 2049 - la soundtrack 

- Jarre la monografia



 

Friday, August 12, 2016

"ROMA ELECTRONICA" - La goccia, la musica e la morte

Alla fine degli anni '80, quando mio fratello Nicola di sera m'invitava ad accompagnarlo in errabondi viaggi in macchina, nello stereo girava sempre un nastro misterioso sul quale aveva trasferito le tracce di un lp comparso magicamente tra la nuova collezione di vinili di mio fratello Giampiero. "Ecco, arriva il pezzo della goccia!" mi sussurrava mio fratello con aria sardonica, alzando il volume e inondando la vettura di quel ticchettio echeggiante che sembrava provenire da una caverna scavata nell'Ayers Rock. Subito dopo una sensuale voce femminile scandiva parole incomprensibili, mentre sullo sfondo un bambino rideva e una creatura aliena gorgheggiava litanie ultraterrene. "Ma dimmi un pò..." ripeteva mio fratello ridacchiando, sostenendo che quelle fossero le prime parole prounciate dalla cantante che in seguito scoprii essere Laurie Anderson nel brano "Diva" composto da un famoso musicista francese https://youtu.be/mrb7x1nDxvw. "Questo è Jarre!" mi diceva quando il pezzo dopo 3 minuti trascolorava in un brano fantatribale. Presi così l'abitudine di trovare le scuse più improbabili per saltare in macchina con lui dopo cena, e ascoltare per intero quel nastro che traduceva in suoni pittorici i viaggi compiuti nell'esoterica semioscurità della strada. Due giorni prima che mio fratello morisse sono riuscito ad incontrare Jarre di persona, durante il soundcheck dell'unico concerto Italiano tenuto a Roma. Dopo averlo intervistato per il magazine OndaRock, sono finalmente riuscito a consegnargli l'artbook contenente alcuni dei miei dipinti ispirati dalla sua musica. Quando gli ho menzionato l'origine della mia passione per la sua musica e la malattia di mio fratello, Jarre si è rabbuiato in volto e mi ha chiesto qual era il suo nome. "Nicolino" ho risposto.